Bellissimo a Madrid. Dove mi portano le parole.

Quasi duemila chilometri. È lo spazio che separa la casa in cui vivo e scrivo dall’ultimo luogo in cui i miei romanzi mi hanno spostato: l’Istituto italiano di Cultura a Madrid, per l’incontro fra editori spagnoli e italiani. È sempre un passaggio che non mi spiego quello che lega il momento in cui premo la punta della penna sulla carta, lasciando una scia di parole, e il momento in cui quelle parole mi costringono a uscire di casa, salire su auto, taxi, aerei, metropolitane, percorrere chilometri a piedi per arrivare dove non conosco nessuno, dove persino si parla una lingua diversa, per leggerle ad alta voce. Eppure è proprio lì, in posti e tempi così lontani da dove sono nate, da dove le ho scritte, che di quelle parole mi sembra di cogliere finalmente il senso.

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