Le parole di Chiara, cresciuta fra le mie parole.

Il mio primo romanzo conteneva, fra le altre, una dedica a mia nipote, che era nata da poco. “Per quando leggerà” scrissi allora. Oggi Chiara legge e partecipa alle mie presentazioni, si sistema nelle prime file, ascolta tutto e a tratti allarga appena le narici come per respirare meglio le mie parole. Poi viene lì, mi abbraccia e mi dice senza mezze misure, con la verità dei bambini, come sono andate le cose. Ieri sera era più emozionata del solito, perché aveva invitato la sua maestra, che le sedeva accanto, e si sentiva orgogliosa e responsabile per quella presenza. Così, alla fine della serata, si è avvicinata in fretta e mi ha sussurrato piano, in un orecchio, per rassicurarmi: «Sei stato bravissimo, zio».