Diario di un viaggio letterario Bellissimo (6). LE PERSONE LIBRO.

MOSTRA DEL LIBRO DI CINTO CAOMAGGIORE (VE).

Un’estate di qualche anno fa, dietro ad alcuni amici, mi ritrovai nel patio di una locanda in un piccolo paese non lontano da Scovazze che si chiama Teglio Veneto. Andavo ad ascoltare le Persone Libro (dell’Associazione Donne di Carta), di cui peraltro non sapevo quasi nulla. Finimmo seduti in cerchio, una ventina di presenti in tutto, personaggi secondari e protagonisti mescolati insieme. Alcuni si distinguevano dagli altri perché tenevano in pugno una risma di fogli; altri sembravano lì soltanto per ascoltare, come me.

Poi, in ordine sparso, chi di loro se la sentiva si alzava in piedi, senza presentarsi, senza spiegare. Dicevano solo «Io sono Siddharta di Herman Hesse» oppure «Io sono Il bar sotto il mare di Stefano Benni» o «Io sono Cent’anni di Solitudine di Gabriel Garcia Marquez». Dopodiché citavano a memoria un passaggio di quel romanzo, come i ribelli di Fahrenheit 451, in un certo modo diventando quel libro, rappresentandolo in carne, ossa e voce e divenendo pagine, righe, parole per strapparle all’usura del tempo e liberarle nell’aria, diffonderle intorno.

Un atto d’amore purissimo per la letteratura.

Fu una serata emozionante, al termine della quale non riuscii a nascondere a me stesso il desiderio di assistere un giorno alla metamorfosi di un mio libro in una Persona Libro. Un desiderio che dimenticai nel tempo che passò – trascorsero tre anni da quella sera – fino a quando mi dissero: «C’è qualcuno che cita a memoria Piccola Osteria senza Parole». Si chiama Massimiliano Nicodemo, scoprii poco più tardi, ha all’incirca la mia età, per mestiere vende mobili e intanto sogna di recitare a teatro; soprattutto, possiede una rara delicatezza d’espressione e quando cita a memoria le frasi che ho scritto mi costringe ogni volta a domandarmi se davvero le abbia scritte io.

Insieme a lui e poi insieme alle Persone Libro abbiamo raccontato i miei romanzi. L’ultima volta è successo a Cinto Caomaggiore (VE), una sera di maggio dentro una sala affollata di libri. E io non credo esistano tanti scrittori, nemmeno di quelli bravi, che abbiano visto coi loro occhi una decina di persone alzarsi in piedi, una alla volta, per enunciare a memoria intere parti del proprio romanzo. A me è accaduto, realizzando un desiderio che avevo espresso in segreto e moltiplicandolo, osservando la magia di uomini e donne che diventano libri: Mariangela, Ornella, Maurizio, Loretta, Pierluigi, Rosanna, Simone, Paola, Anna, Marina hanno prestato la loro voce alle mie parole semplicemente per portarle alla gente, come le avevano regalate a me in quell’estate lontana.

La pagina 112 di Bellissimo, che Massimiliano ha scelto di imparare a memoria e che mi è parso di scoprire quella sera, dice così: «Si chiede Santiago in quei momenti se è lui che non ha avuto coraggio sufficiente per pretendere concessioni che pensava impensabili. Si risponde allo stesso modo ogni volta: che magari è proprio l’amore che gli è mancato più di tutto e che dunque, forse, l’amore esiste ed è la forza con cui fare cose straordinarie in modo semplice».

A me è capitato, realizzando un desiderio che avevo espresso in segreto e moltiplicandolo, osservando la magia di uomini e donne che diventano libri.

PUNTATE PRECEDENTI:
1. Come una famiglia (Libreria Pagina 348, Roma).
2. Di passi e passioni (Libreria Ubik, Monterotondo – Roma).
3. Cosa torna indietro (Libreria Moderna, Rieti)
4. Il quartiere di carta (Libreria Risvolti, Roma)
5. L’esigenza di dire grazie (Pub Libreria Altroquando, Roma)

1 Comments

  1. Anche io sono una Persona Libro e nonostante abbia provato l’emozione di cui si parla, ho letto questa meravigliosa testimonianza sospendendo il respiro ed emozionandomi di nuovo. Questa è la magia che ti dà il far parte di questa esperienza. Grazie a tutte le Persone Libro.

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