Un anno di Elisa e Luca, che nella Piccola Osteria hanno trovato le parole.

Occorre parlare per parlare d’amore? Servono le parole per mostrare un sentimento? A Scovazze Silvana Rasutti e Carnera si sono incontrati in silenzio, spostando le lettere sulla scacchiera del Paroliere che stava in mezzo a loro, in un campo di grano. Ed è successo ancora, l’ho già raccontato: Elisa e Luca si sono trovati senza parlare, solo leggendo, si sono riconosciuti fra le righe di un romanzo che lei ha regalato a lui dicendo “ho amato questa storia”, sottintendendo “se la ami anche tu, forse, almeno un poco, ti piacerò…”.

Oggi Elisa e Luca festeggiano il loro primo anno di matrimonio. E c’è un’altra storia che che vado in giro a raccontare da tempo e che la gente ascolta nello stesso silenzio profondo di quel campo di grano: la storia di Valentina, la testimone di lei, cresciuta nella casa accanto quando erano bambine, che ha una passione speciale: gli origami. Un anno fa Valentina ha preso il “loro” romanzo, Piccola Osteria senza Parole, lo ha tagliato in mille pezzi, lo ha ricucito a suo modo: le mie parole sono diventate altro, sono diventate un mazzo di fiori, un bouquet di carta. Le mie parole, nel giorno delle nozze di Elisa e Luca, strette fra le dita di lei, in mezzo a loro due. Per parlare d’amore senza parlare.

Tanti auguri, ragazzi, da parte di tutti gli abitanti di Scovazze.

 

 

 

 

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