Un punto a caso. Pagina 103.

<<Ricordo che, prima di chiudere gli occhi, Pino mi osservava in piedi, a un paio di metri. Da quella posizione riuscivo a visualizzarlo fino alle ginocchia: ho l’immagine delle sue infradito di pelle da turista tedesco e dei pantaloni corti, i polpacci grossi e bianchi in evidenza. Mi ha assalito la voglia di morderne uno per placare la fame che avevo, sfogare la tensione degli ultimi minuti e punirlo per la situazione allucinante in cui mi trovavo: steso, mezzo nudo, fra le mani di una vecchia pazza che vive in una casa sospesa su un burrone.>>

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