Piccola Osteria senza Parole diventa un quadro. Anzi, quindici.

L’iniziativa è di una piccola libreria indipendente di Roma, di quelle che hanno infilato Piccola Osteria senza Parole sulla mensola dei “libri consigliati” allungando la vita al romanzo da tre mesi a tre anni. Si chiama Pagina348 ed è un posto, alla periferia della città, in cui ogni mattina da un quarto di secolo una saracinesca pesante viene sollevata per liberare nel quartiere libri ed emozioni.

Nello spazio di pochi metri, sotto la luce di un neon davanti a vecchi scaffali di metallo, il libraio Marco Guerra, in genere con la barba di qualche giorno e la camicia fuori dai calzoni, ha chiacchierato negli anni coi più grandi scrittori italiani: lui in piedi, loro su una seggiola addosso alla gente del rione, che si è fatta nel tempo sempre più numerosa e competente.

Alcuni mesi fa Marco Guerra mi ha scritto: “Siamo in contatto con un gruppo di pittori dilettanti e ogni anno proponiamo loro dei libri. Ne scelgono uno, lo comprano da noi, lo leggono, dopodiché ciascun pittore dipinge un quadro ispirato al romanzo. Hanno scelto Piccola Osteria senza Parole“.

Così sabato 8 aprile 2017 alle ore 16 sarò a Roma, presso la Libreria Pagina 348 di Viale Cesare Pavese per incontrare quindici artisti e osservare quindici quadri ispirati al romanzo. E ho la sensazione che scoprirò alcuni dettagli della storia che non avevo notato ancora. A seguire (dalle 18), in quello che è un vero e proprio rito di passaggio fra un libro e l’altro, mi siederò su quella seggiola, accanto a Marco Guerra, per cominciare a parlare di Bellissimo.

Nel 2016 i quindici quadri sono per “L’ultimo ballo di Charlot” di Fabio Stassi. Libreria Pagina 348.

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